3 settembre 2021

Podcast: Facciamo luce sulla parità di genere, con L’Oréal ed Equileap

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Vi presentiamo la seconda puntata del nostro nuovo podcast dedicato al mondo degli investimenti: One Step Ahead, realizzato da Lyxor ETF.

In questa puntata Libby Potter esplora il tema della parità di genere e il suo impatto sulla performance delle imprese. Mentre gli argomenti morali ed etici a favore dell'uguaglianza di genere sono ormai ampiamente accettati, vi sono crescenti indicazioni che una forza lavoro diversificata in termini di genere ha anche un effetto positivo sulla redditività di un'azienda.

Libby Potter è affiancata da Margaret Johnston-Clarke, Global Chief Diversity Equity Inclusion Officer di L'Oréal, e da Diana van Maasdijk, CEO e co-fondatrice del fornitore di dati e organizzazione di ricerca Equileap. Le due ospiti forniscono il loro schietto parere sullo stato della parità di genere nel mondo aziendale, riconoscendo i progressi compiuti in molti ambiti ed evidenziando importanti aree di miglioramento, e sottolineano i vantaggi di investire nella parità di genere.

Diana

Diana van Maasdijk

CEO e co-fondatrice, Equileap

Margaret

Margaret Johnston-Clarke

Global Chief Diversity Equity Inclusion Officer
L'Oréal

Di seguito riportiamo alcuni punti salienti dell'episodio. Potete ascoltare l'intero episodio sulla vostra piattaforma preferita (Spotify, Apple Podcasts, Google Podcasts, Stitcher) o direttamente dal sito web di Lyxor ETF:


Libby: vorrei sondare il vostro parere riguardo a questo tema della parità di genere nel mondo aziendale. Quali considerazioni fareste riguardo al punto in cui ci troviamo?

Diana: quando penso alla situazione attuale, mi viene spontaneo tornare indietro a 30 anni fa, quando ero al college e seguivo un corso di studi di genere. All'epoca si parlava di questioni come il divario salariale di genere, la mancanza di congedi parentali retribuiti per uomini e donne, le molestie sessuali e l'assenza di donne in posizioni di leadership. Oggi continuiamo a vedere questi stessi problemi. Di conseguenza, secondo me è lecito affermare che non abbiamo fatto grandi progressi negli ultimi decenni. Al tempo stesso, tuttavia, è necessario un cambiamento perché sappiamo che la parità di genere non è solo un bene per la società, ma ha anche ripercussioni finanziarie favorevoli. Spero che riusciremo a risolvere questo problema nell'arco del prossimo decennio, senza dover aspettare altri 30 anni.

Margaret, cosa ne pensi?

Margaret: credo che la parità di genere abbia fatto progressi negli ultimi decenni, ma sono tendenzialmente d'accordo con Diana: c'è ancora molto da fare dal punto di vista aziendale. Ritengo che questa sia diventata oggi una questione centrale, a differenza di quanto accadeva probabilmente 20 o 30 anni fa. È su questo fronte, a mio avviso, che abbiamo fatto enormi passi avanti. Diversità, equità e inclusione sono ormai presenti nella maggior parte delle aziende di grandi dimensioni, ma anche nelle piccole e medie imprese di tutto il mondo.

Negli ultimi 12 mesi si è registrata inoltre una notevole presa di consapevolezza sulle questioni di ingiustizia sociale, ma anche sul sessismo con il movimento #MeToo negli ultimi tre anni. Si tratta di temi che hanno alimentato discussioni e dibattiti, ma anche ispirato politiche a livello interno. Io lavoro a L'Oréal, dove tutto questo è una realtà da circa 20 anni; non abbiamo aspettato che arrivasse il movimento #MeToo. È vero però che quest'ultimo ha accelerato la discussione in atto e ci ha permesso di testare molti programmi diversi per combattere il sessismo sul posto di lavoro, e di condividere le best practice con altre aziende in tutto il mondo. Nel complesso darei una valutazione positiva: rimane senz'altro molto da fare, ma abbiamo fatto progressi negli ultimi anni.

Diana, perché la parità di genere è importante da un punto di vista non solo sociale ma anche economico? Quali prove abbiamo che le imprese diversificate in termini di genere ottengono risultati migliori?

Diana: penso sia ormai ampiamente risaputo che i benefici sociali non mancano, che un mondo caratterizzato da uguaglianza e pari opportunità per tutti è un mondo migliore. Tuttavia, ci sono anche significativi vantaggi aziendali che non sono ancora pienamente riconosciuti, il che è un peccato vista la crescente mole di ricerche che puntano in questa direzione. Diversi studi pubblicati da Harvard, MSCI, Credit Suisse e da imprese di ogni tipo sottolineano che una maggiore diversità di genere è associata a risultati finanziari migliori. Ad esempio, una delle ultime ricerche in materia è stata pubblicata alla fine del 2020 da una società di asset management chiamata Glenmede.

Partendo dal Russell 1000, che contiene le 1000 più grandi aziende degli Stati Uniti, questo gestore le ha classificate in base al punteggio di parità di genere loro attribuito da Equileap. Glenmede ha poi esaminato i risultati finanziari di queste imprese dal 2014 al 2020, scoprendo che il primo 20% delle società considerate, ovvero quelle con il miglior punteggio di parità di genere, ha sovraperformato il 20% inferiore di quasi il 3%. In altre parole, le imprese più avanzate in termini di diversità di genere presentavano anche risultati finanziari migliori. E questo è solo uno di molti studi sull'argomento.

Margaret, quali risultati hai trovato in termini di corrispondenza tra performance economica e diversità di genere all'interno di un'impresa?

Margaret: beh, sappiamo ovviamente che un'azienda diversificata in termini di genere funziona meglio. Prendendo le mosse da quanto ha appena detto Diana, nel caso di L'Oréal le donne costituiscono i due terzi dell'organico. Abbiamo consumatori di tutti i generi, ma le donne rappresentano la maggioranza. Dobbiamo quindi tener conto dei nostri consumatori e creare prodotti di bellezza che soddisfino tutte le loro esigenze e le loro aspettative, in ogni parte del mondo.

Di conseguenza, promuovere la parità di genere nell'ambito della nostra leadership, del nostro processo decisionale – non solo tra consulenti di bellezza o team, ma soprattutto tra i responsabili delle decisioni – è a mio avviso assolutamente cruciale. Nell'azienda ne beneficiano tutti, uomini e persone di qualsiasi genere. In termini di performance, abbiamo scoperto che più della metà dei nostri marchi sono attualmente gestiti da donne in posizione di general manager. Quasi la metà dei nostri espatriati sono donne, cosa che non accadeva fino a qualche tempo fa. Avere quel grado di diversità e di parità di genere a livello di alta dirigenza è senza dubbio fondamentale dal punto di vista della performance.

Ci sembra ovvio che un'impresa più diversificata tende a produrre risultati migliori. Tuttavia, Diana, il rapporto sulla parità di genere a cui accennavi in precedenza, quello che classifica le aziende dalle migliori performance, rende questo fatto indiscutibile. Puoi parlarci ancora un po' dei risultati dell'ultimo rapporto 2021?

Diana: certo. Ogni anno pubblichiamo un rapporto sulla performance di alcune aziende sul fronte della parità di genere; l'ultimo risale al 2021. Ci sono tre importanti risultati che posso condividere con voi. In primo luogo, siamo lontani dal raggiungere l'equilibrio di genere sul posto di lavoro. Purtroppo, per quanto la situazione sia migliorata, notiamo che le donne occupano il 25% delle posizioni nei consigli di amministrazione e solo il 17% delle posizioni esecutive a livello globale. Da molti anni cerchiamo di puntare al 30%. A livello globale, non ci siamo ancora arrivati. Su questo dobbiamo ancora migliorare. In secondo luogo, nonostante il movimento #MeToo, che va avanti già da tre anni, constatiamo che oltre il 50% delle aziende, o il 51% per l'esattezza, non ha una politica contro le molestie sessuali. Sappiamo che questo è un problema in molti luoghi di lavoro e che le imprese devono iniziare a fare qualcosa al riguardo. Speriamo di osservare presto qualche progresso. Infine, la maggior parte delle aziende, ovvero l'85%, ancora non pubblica informazioni sul proprio divario retributivo di genere. In effetti, delle 4.000 imprese oggetto della nostra ricerca, solo 15 hanno affermato di aver colmato il divario retributivo di genere al loro interno. Questa è un'altra area in cui speriamo di osservare un miglioramento negli anni a venire.

Libby: accidenti. Sono veramente sorpresa. Costernata, direi.

Ascolta il resto della conversazione collegandoti alla puntata completa di One Step Ahead.

Non perdere i prossimi episodi per conoscere punti di vista inediti e senza filtri sul futuro del nostro pianeta e su come sia possibile investire in un futuro migliore.

Il nostro Lyxor Gender Equality (DR) UCITS ETF, conforme all'Articolo 8 dell'SFDR, mette a disposizione degli investitori un modo semplice per agire a sostegno del ruolo delle donne all'interno della forza lavoro e investire in aziende contraddistinte dalla diversità di genere.

I benefici della parità di genere da una prospettiva d'investimento, come misurato dal punteggio di Equileap, sono stati evidenziati in questo approfondimento a cura di Glenmede, come menzionato da Diana nel corso del podcast.

Al momento della registrazione di questo podcast, L'Oréal costituiva una partecipazione nel nostro Gender Equality ETF (Bloomberg ticker: ELLE). Nel suo  2021 Global Gender Equality Report, Equileap ha classificato L'Oréal come la prima società francese in termini di parità di genere e la quarta a livello globale.

Scopri di più sul Lyxor Gender Equality ETF

Questo podcast è a mero scopo informativo e non deve essere considerato come un consiglio di investimento e/o un'offerta di acquisto di prodotti finanziari. Lyxor International Asset Management, proprietaria del marchio Lyxor ETF, non sostiene o promuove in alcun modo alcuna società o titolo menzionato in questo podcast. Le opinioni e le idee espresse al momento della registrazione di questo podcast non riflettono necessariamente le opinioni e le idee di Lyxor ETF o della sua società di appartenenza, Societe Generale, e possono variare di volta in volta.

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