02 Feb 2021

Tre evidenze sorprendenti dal Termometro di Portafoglio

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La scorsa settimana abbiamo pubblicato il nostro nuovo Termometro di Portafoglio, che consente di visualizzare l'allineamento di oltre 150 ETF Lyxor rispetto agli obiettivi climatici dell'Accordo di Parigi.

In poco tempo, ha già svelato alcune interessanti sorprese: vediamo insieme quali. 

Molte utility europee sono già allineate all'obiettivo di 1,5°C

I settori corrispondenti a servizi di pubblica utilità, come elettricità, gas naturale e acqua, vengono solitamente esclusi dai principali indici ESG a causa della loro elevata impronta di carbonio. Eppure, nel Termometro di Portafoglio il settore europeo delle utility (rappresentato dall'indice STOXX Europe 600 Utilities) risulta allineato all'obiettivo di 1,5°C, con il 65% delle masse in gestione addirittura al di sotto di tale soglia. 

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Persino l'indice MSCI World Utilities, composto per oltre il 50% di aziende statunitensi, ha una temperatura implicita di 1,8°C, ossia inferiore allo scenario centrale dei 2°C dell'Accordo di Parigi. Perché?

Le utility sono allineate perché il settore è "sotto budget". La nostra metodologia assegna un budget di carbonio alle utility utilizzando l'approccio di decarbonizzazione settoriale (Sectoral Decarbonisation Approach, SDA). L'SDA considera le opportunità di decarbonizzazione di un determinato settore e, benché alle società dei servizi di pubblica utilità vengano assegnati budget di emissioni elevati vista la loro elevata intensità di carbonio, questi budget continuano a diminuire anno dopo anno.

Di fatto, molte società di utility sono allineate perché il settore è avanti rispetto ad altri in termini di transizione verso un'economia a bassa intensità di carbonio. Benché sia necessario fare molto di più per decarbonizzare il settore, negli ultimi dieci anni sono stati lanciati numerosi progetti di riduzione delle emissioni. Molte utility, inoltre, si sono solennemente impegnate ad allinearsi a uno scenario molto inferiore ai 2°C nell'ambito dell'iniziativa "Science Based Target" (obiettivi basati sulla scienza).

La maggioranza degli indici supera i 3°C

Chi conosce abbastanza bene il settore finanziario non sarà particolarmente sorpreso. Ma vale la pena sottolineare che quasi tutti gli indici sono allineati allo scenario di temperatura "attualmente normale", superiore ai 3°C.

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Una delle opzioni per ridurre l'impatto sulla temperatura di una componente core del portafoglio, quale l'S&P 500, sarebbe quella di considerare la variante del benchmark S&P Paris-Aligned. Il Lyxor S&P 500 Paris-Aligned Climate (EU PAB) (DR) ETF è compatibile con lo scenario di riscaldamento di 1,5°C, il più ambizioso tra quelli fissati dall'Accordo di Parigi.

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Gli indici ESG possono essere "caldi"

In molti ci hanno chiesto perché un ETF ESG può presentare una temperatura elevata o essere "più caldo" dell'indice originario, o anche di un ETF non ESG equiparabile.
Consideriamo l'esempio del DAX 30: questo indice riflette una parte dell'economia tedesca ad alta intensità di carbonio, in virtù dell'ampia quota di carbone nel settore elettrico locale e dell'elevata ponderazione delle aziende elettriche all'interno dell'indice.
Tuttavia, il Termometro di Portafoglio mostra che il DAX 30 è compatibile con lo scenario 1,5°, mentre il benchmark DAX 50 ESG è sopra i 3°C.

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Il motivo è che un indice può avere un'impronta di carbonio molto elevata oggi ma essere comunque allineato all'Accordo di Parigi. La temperatura riflette il fatto che l'indice ha intrapreso un percorso allineato all'Accordo di Parigi e non riguarda la sua intensità di carbonio attuale.

Nel nostro esempio, il DAX 30 contiene diverse aziende energetiche di grandi dimensioni. Queste imprese sono note per l'elevata quota di carbone del loro mix energetico. Sono responsabili di volumi di emissioni estremamente elevati e pertanto sono escluse dagli indici ESG. Tuttavia, poiché si sono impegnate fermamente a ridurre le proprie emissioni – in misura finanche superiore a quella richiesta dalla traiettoria SDA di decarbonizzazione – sono allineate allo scenario 1,5°.

In ultima analisi, è fondamentale capire che i parametri ESG sono radicalmente diversi da quelli basati sulle temperature.

I punteggi ESG valutano gli emittenti in base a parametri ambientali, sociali e di governance, mentre le temperature considerano esclusivamente l'allineamento rispetto agli obiettivi dell'Accordo di Parigi. Un'azienda ad alta intensità di carbonio può presentare un rating elevato per quanto riguarda i temi sociali e di governance e in tal modo compensare un punteggio basso sul fronte ambientale, arrivando ad ottenere un punteggio ESG elevato.

Se la metodologia di un indice ESG sovrappesa gli emittenti con punteggi ESG elevati e se questi ultimi sono inoltre disallineati rispetto agli obiettivi dell'Accordo di Parigi, la temperatura di tali aziende può risultare elevata o superiore a quella dell'indice originario.

I punti da tenere a mente

Lo strumento scatta una “fotografia” di un preciso momento. Le temperature, tuttavia, possono cambiare nel tempo e molto probabilmente nei prossimi mesi lo faranno. I motivi sono molteplici:

  • Cambiamenti a livello della composizione e delle ponderazioni dei titoli del fondo
  • Variazioni dell'enterprise value degli emittenti del fondo (oscillazioni delle loro capitalizzazioni di mercato, aumento o diminuzione del debito, liquidità disponibile ecc.)
  • Effettiva riduzione delle emissioni degli emittenti del fondo
  • Modifica dei budget di carbonio teorici conseguenti all'aggiornamento degli scenari climatici
  • Espansione del database Trucost con nuovi dati relativi ad emittenti finora non coperti

Si noti che una diminuzione della temperatura del fondo non è necessariamente funzione di una reale riduzione delle emissioni degli emittenti del fondo. Viceversa, un aumento non è necessariamente dovuto a maggiori emissioni.

Il Termometro di Portafoglio non considera ancora le cosiddette emissioni "Scope 3". Si tratta di emissioni di gas serra indirette dovute alle attività dell'azienda ma provenienti da fonti che non sono di proprietà o non sono sotto il controllo dell'azienda.

Le emissioni Scope 3 rappresentano gran parte delle emissioni di alcuni settori, come quello automobilistico e del petrolio/gas, e vanno necessariamente considerate quando si valuta l'allineamento di tali comparti, al fine di ottenere un quadro veritiero della loro intensità di carbonio.

Sfortunatamente, la rendicontazione delle emissioni Scope 3 da parte delle aziende è incompleta. Sono emissioni difficili da modellizzare e gli scenari climatici usati per la fissazione degli obiettivi non inglobano ancora le emissioni Scope 3 nelle previsioni dei percorsi di transizione.

Per sfruttare appieno il potenziale del Termometro di Portafoglio, stiamo lavorando per integrare già nel 2021 le emissioni Scope 3 nella nostra metodologia per i settori automobilistico e del petrolio e gas.

Scopri il Termometro di Portafoglio Lyxor e la metodologia sottostante e la nostra gamma di ETF sul Clima.

INFORMAZIONI IMPORTANTI

CONSIDERAZIONI SUI RISCHI

È importante per i potenziali investitori valutare i rischi descritti di seguito e nei prospetti pubblicati sul nostro sito  www.lyxoretf.it
Capitale a rischio: Gli ETF sono strumenti di replica. Il loro profilo di rischio è simile a quello di un investimento diretto nell’indice sottostante. Il capitale investito non è protetto e gli investitori potrebbero non recuperare l’ammontare originariamente investito.
Rischio di Replica: Gli obiettivi del fondo potrebbero non essere raggiunti a causa di eventi inattesi nei mercati sottostanti che di conseguenza potrebbero impattare la metodologia di calcolo dell’indice e l’efficienza di replica del fondo.
Rischio di Controparte: Gli investitori sono esposti ai rischi derivanti dall’uso di uno swap OTC con Société Générale. Nel rispetto della normativa UCITS, l’esposizione a Société Générale non può eccedere il 10% della totalità degli asset del fondo. Gli ETF a replica fisica possono essere soggetti a rischio di controparte risultante da un programma di prestito titoli.

Rischio di Concentrazione: Gli ETF tematici selezionano i titoli azionari e obbligazionari per il loro portafoglio in base all’indice di riferimento originale. Laddove le regole di selezione siano molto estese, ciò potrebbe portare alla composizione di un portafoglio più concentrato, dove il rischio viene allocato su un numero di posizioni inferiore rispetto al benchmark di riferimento. 
Rischio legato al Sottostante: L’indice sottostante di un Lyxor ETF può essere complesso e volatile. Quando si investe in materie prime, l’indice sottostante fa riferimento ai contratti futures sulle materie prime, esponendo l’investitore a rischio di liquidità derivante da costi quali il costo di mantenimento e di trasporto. Gli ETF con esposizione ai mercati emergenti hanno un rischio maggiore rispetto agli investimenti nei mercati sviluppati, poiché sono esposti ad una vasta gamma di rischi imprevedibili legati ai mercati emergenti stessi.
Rischio di Valuta: Gli ETF possono essere esposti al rischio valuta se l’ETF è denominato in una valuta diversa da quella dell’indice sottostante replicato. Questo vuol dire che le variazioni nel tasso di cambio possono avere un effetto positivo o negativo sui rendimenti.
Rischio di Liquidità: La liquidità è fornita da market-makers registrati sui rispettivi mercati di negoziazione, dove gli ETF sono quotati, e questo vale anche per Société Générale. Sul mercato, la liquidità può essere limitata in seguito a: una sospensione sul mercato sottostante rappresentato dall’indice replicato dall’ETF; un malfunzionamento dei sistemi di uno dei mercati di riferimento, o di un altro market-maker; oppure una situazione o evento di negoziazione anomala.
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Conflitti di Interesse Il presente report è redatto dal dipartimento di Marketing di Lyxor International Asset Management. Questa comunicazione contiene punti di vista, opinioni e raccomandazioni degli analisti di ricerca di Lyxor International Asset Management (“LIAM”) Cross Asset ed ETF. Nella misura in cui questo documento contiene idee di investimento basate su scenari macroeconomici delle variabili di mercato e su valutazioni relative, queste potrebbero differire dalle opinioni e raccomandazioni della Ricerca fondamentale Cross Asset ed ETF contenute nei report su singoli settori o società della Ricerca Cross Asset ed ETF e dagli scenari e opinioni di altri dipartimenti di LIAM e delle relative controllate. Gli analisti della Ricerca Cross Asset ed ETF di Lyxor si consultano periodicamente con il personale preposto alle vendite e alla gestione di portafogli sulle informazioni di mercato, inclusi, ma non limitati a: pricing, livelli di spread e attività di trading degli ETF che replicano indici azionari, obbligazionari e su materie prime. I desk di trading potrebbero negoziare, o aver negoziato, sulla base degli scenari e dei report degli analisti di ricerca. Lyxor ha politiche e procedure obbligatorie in materia di ricerca che sono ragionevolmente ideati per (i) assicurare che i fatti presentati nei report di ricerca siano basati su informazioni affidabili e (ii) prevenire una diffusione impropria o incompleta degli stessi. Inoltre, gli analisti di ricerca ricevono compensi basati, in parte, sulla qualità e l’accuratezza delle loro analisi, sulle valutazioni dei clienti, su fattori competitivi e sui ricavi totali di LIAM inclusi i ricavi da commissioni di gestione, consulenza e distribuzione. Si prega di prendere visione dell’informativa sulle raccomandazioni di investimento su http://www.lyxoretf.it/compliance. 

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